Crea sito

Archive for giugno, 2007

Dell'editoria a pagamento

Come detto qualche post fa, in Italia esistono moltissimi editori. Di questi, una grossa fetta è costituita dalle case editrici cosiddette “a pagamento”, argomento lungamente dibattuto sul web. Significa che per pubblicare un esordiente, richiedono che questi si prenda in carico una quota del rischio, firmando nel contratto una clausola che lo impegna ad acquistare al prezzo di copertina una certa quantità di copie dell’opera (circa un terzo della prima tiratura). Sostanzialmente l’editore rientra delle spese (mettendoci sopra un discreto margine) grazie al contributo dell’autore stesso. Insistendo con la casa editrice si possono ricevere “sconti” (anche del 20%, quindi il margine dell’editore è sicuramente maggiore) per rendere l’offerta più appetibile. In cambio si assicura la pubblicazione, distribuzione e pubblicità dell’opera.

 

Riscontro qualche intoppo nel ragionamento:

-         Se sono già rientrato delle spese (e ho pure guadagnato), l’interesse nello “spingere” l’esordiente a vendere ulteriormente sarà basso.

-         Se l’obiettivo dell’editore è quello di pubblicare il maggior numero di esordienti, probabilmente le maglie sulla qualità del pubblicabile saranno molto ampie.

 

Questo porta a due conseguenze:

-         La pubblicità del libro non sarà così esagerata (anche se bisogna riconoscere che alcune case editrici a pagamento hanno una buona visibilità in libreria).

-         L’autore non saprà mai se quello che ha pubblicato è veramente valido.

 

Alcuni citano autori famosi (Proust, Moravia) come esempi di scrittori “autoprodotti”. Probabilmente si muovevano in un mercato dell’editoria molto diverso da quello attuale; oggi le case editrici non a pagamento guardano con sospetto autori pubblicati con questa modalità.

Penso che pubblicare a pagamento sia un errore, dettato dalla frustrazione degli esordienti nel vedere date alla luce le proprie opere. Se bisogna esaudire l’ambizione di far leggere il libro a parenti e amici, forse è meglio rivolgersi ad un buon tipografo (di quelli che rilegano le tesi) oppure al print on demand (che consente di stampare anche 100 copie del proprio libro), soluzioni che hanno costi considerevolmente minori. L’editoria a pagamento offre raramente un servizio migliore.

 

Io, alla loro età…

Dal Corriere della Sera di ieri, che riporta una ricerca Doxa:

 

Il 91% dei ragazzi tra 14 e 18 anni ha un cellulare personale (ovviamente con fotocamera), solo nove su 100 non hanno il telefonino. Il computer viene usato più in casa che a scuola (solo il 20%) e il 52% dei ragazzi utilizza Internet: la navigazione viene fatta soprattutto per studiare, ma le sessioni non durano più di un ora. I veri oggetti tecnologici del desiderio sono: la fotocamera digitale (questa volta senza telefonino) e l’Ipod (lettore mp3 di Apple). Quanto alla lettura di libri non scolastici, il 45% dei ragazzi interpellati non ne ha letto nemmeno uno in un anno, il 15% uno, il 14% due, il 26% più di tre (31% tra le ragazze).

Inizia l’editing della mia creatura. Questo è un processo che per uno scrittore può essere anche molto doloroso. Sostanzialmente un estraneo legge il tuo manoscritto e ti dice cosa va bene e cosa non va bene. Ma come? Se ho scritto “precipita” invece di “cade” avrò avuto i miei buoni motivi! Cambiare tutto il capitolo? Aaaargggh.

In realtà l’editing deve essere vissuto come l’intervento di una persona esterna, che mastica di letteratura leggendo centinaia di manoscritti e che, con un occhio obiettivo, ti possa consigliare su come far scorrere meglio alcuni punti del romanzo. Non modifica la storia, si interviene soprattutto sulla lingua (togli gli avverbi, usa con moderazione gli aggettivi, taglia quello che appesantisce, ecc.). Nel mio caso ho sempre avuto l’ultima parola su tutto e devo dire che i punti evidenziati nella fase di editing erano esattamente quelli che suonavano un po’ “stonati” anche a me.

Esiste un curioso aneddoto relativo allo scrittore Raymond Carver e al suo editor (a sua volta scrittore) Gordon Lish. Pare che, recuperando i manoscritti originali di Carver, ci si accorse che gli interventi di Lish erano così potenti da stravolgere completamente alcuni racconti, tanto da dubitare su chi potesse esserne realmente considerato l’autore.

Nel mio piccolo caso (per fortuna o sfortuna), niente di tutto questo. Anche perché i tempi tecnici e il personale di una media casa editrice impongono che comunque l’operazione di editing veda fortemente coinvolto l’autore. L’operazione non è stata indolore perchè funestata dal cambio di editor e del Direttore Editoriale, nonché da un rogo che ha devastato una delle sedi della casa editrice, introducendo comprensibili ritardi. La revisione è durata un anno, con lunghi periodi di fermo, seguiti da brusche accelerazioni. Poi, non resta che dare un’ultima occhiata alle bozze e si va in stampa.

 

PS: Consiglio tecnico. La maggior parte delle case editrici preferisce per il discorso diretto i caporali (« e »), rispetto alle virgolette alte (“). Avevo scritto tutti i discorsi diretti con le virgolette alte e ho scoperto che modificarle è il lavoro più noioso del mondo.

Intervallo

Anni fa, partecipai a un concorso che si chiamava "Un racconto per Televideo". Il tema era libero, con l’unico vincolo del far rientrare il testo in una schermata. Non vinsi, ma l’ho ritrovato e ve lo propongo così com’era.

 

Perpetuo

  

C’erano nell’ordine una casa, una scala ed una stanza. Nella stanza una donna dai corti capelli neri guardava fuori dalla finestra aperta. L’uomo col cappotto scuro salì le scale ed entrò nella stanza.

“Ciao”, disse come ogni volta.

Da anni accadeva sempre così.

Poi lui abbassava lo sguardo, girava su se stesso e tornava da dove era venuto.

Ma quel giorno si avvicinò alla donna, le carezzò i capelli come aveva fatto tanti anni prima e guardò fuori dalla finestra.

C’erano nell’ordine una casa, una scala ed una stanza. Nella stanza una donna dai corti capelli neri e un uomo col cappotto scuro guardano fuori dalla finestra aperta. Per sempre.

 

Siti per blog