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Archive for gennaio, 2008

Occhio agli squali

Un noto sito di discussione per gli scrittori esordienti ha recentemente postato un messaggio in cui dichiara che, a causa delle solite minacce di ritorsioni legali, sarà impossibile in futuro fare i nomi delle case editrici che richiedono un contributo agli aspiranti scrittori e che spesso venivano giustamente denigrate all’interno del forum.

Chi invoca la censura ha sempre qualcosa da nascondere. Per quanto mi riguarda il consiglio è di non fidarvi mai (MAI) di chi chiede soldi per pubblicarvi. L’editore si prende il 50% del prezzo di copertina (l’autore il 5%) ed è giusto che rischi e selezioni soltanto la letteratura che ritiene veramente valida. Gli editori a pagamento, invece, guadagnano sull’ingenuità e sulla vanità dei giovani scrittori pubblicando di tutto indiscriminatamente. E’ il solito gioco della domanda e dell’offerta. Finchè ci saranno persone disposte a pagare per farsi belli con parenti e amici, ci saranno sul mercato squali pronti a ingoiarli.

Codogno

Ho scoperto che il ridente comune di Codogno ha acquistato per la propria Biblioteca il mio libro. Non ho la minima idea del perchè lo abbiano fatto, ma li ringrazio ugualmente.

Lista acquisti biblioteca di Codogno (settembre 2007)

 

 

PS. Nella lista dei libri acquistati per la Biblioteca di Codogno il mio nome è sotto quello di Veltroni Walter…

Giovani scrittori crescono

Auguri a Alessandro Baricco che oggi compie 50 anni.

Strumenti del mestiere

Ho già detto in un altro post che la scrittura può approssimarsi ad un 50% di idee e un 50% di tecnica. Già, ma dove si trovano le idee? Risposta: ovunque.

Uno scrittore (o aspirante tale) deve diventare un’antenna che riceve input dalle fonti più disparate. Qualsiasi cosa, opportunamente filtrata ed elaborata, può diventare, al momento giusto, narrazione.

Nel mio caso trovo splendide alcune delle notizie che leggo nei giornali gratuiti distribuiti in metropolitana. Diligentemente ritaglio e archivio. Poi, diventeranno capitoli di un libro, idee per un racconto o caratterizzazioni di un personaggio. Ma gli spunti possono arrivare da quello che guardiamo in TV o al cinema, da un framento di dialogo captato per caso, dal racconto di un amico, da un volto particolare oltre che, ovviamente, dalle proprie esperienze personali.

L’importante è raccogliere e appuntarsi (i più bravi procedono anche alla catalogazione) queste particelle di realtà per farle reagire chimicamente quando diventerà necessario.

Leggere Leggere Leggere

Per imparare a scrivere occorre leggere. E’ il consiglio più scontato ma sicuramente il più vero.

Ma, vista la mole di libri che affolla gli scaffali delle librerie e delle biblioteche, cosa bisogna esattamente leggere? La domanda richiede una risposta complessa.

Prima di tutto bisognerebbe leggere i "classici". Uso il condizionale, perchè per farlo occorre scrollarsi di dosso l’effetto Promessi Sposi che implica la lettura del classico come un dovere. In realtà l’approccio deve essere quello di smontare quei libri e capire perchè a distanza di anni (addirittura di secoli) appassionano ancora. Recentemente mi è capitato di leggere l’Iliade e l’Odissea (nella versione in prosa) e mi sono sorpreso della potenza delle due narrazioni. Molti degli elementi che troviamo nei bestsellers (libri o film) moderni sono già lì.

Poi bisogna leggere i libri degli autori considerati maestri nel genere che frequentiamo (se siamo scrittori di genere). Se scriviamo fantasy è obbligatorio leggere Tolkien. Se siamo autori di fantascienza sono imprescindibili Asimov, Dick, Bradbury, Clarke. Per l’horror Poe, Lovecraft, King. Nel caso di thriller c’è solo l’imbarazzo della scelta.

C’è poi la lettura di quegli autori che sono più affini al nostro stile di scrittura (indipendentemente dal tipo di storia che vogliamo raccontare). Qui la scelta è molto soggettiva. Vi dico i miei: Calvino, Benni, Pennac, Baricco, McCarthy.

Non è finita mica. Metterei dentro anche gli Sperimentatori. Cioè tutti quegli scrittori che hanno spinto la narrazione al limite delle possibilità, inventando nuovi modi di scrivere che prima di loro non esistevano. Uno su tutti: Saramago (ma anche, ad esempio, Wallace). Da loro c’è sempre da imparare (o meglio da rimanere a bocca aperta e considerare tutto quello che si è scritto come assolutamente banale).

Infine si leggono i libri di saggistica necessari a documentarci su quanto vogliamo scrivere. Per esempio, per scrivere "In memoria di me" mi sono sorbito una decina di saggi sulle Crociate e i Cavalieri Templari, argomenti di cui ero profondamente digiuno.

Se avanza tempo, mi leggo anche qualche autore esordiente (preferibilmente italiano) per capire quali sono le tendenze delle nuove generazioni di scrittori.

Detto questo non mi resta che augurarvi buona lettura!

The tide is turning

Leggevo che Oscar Pistorius, l’atleta sudafricano che corre con le protesi al carbonio, non potrà partecipare alle Olimpiadi di Pechino in quanto un comitato di biomeccanici ha decretato che le cosidette "lame" gli forniscono un vantaggio rispetto agli atleti normodotati.

Senza voler mettere in dubbio la scientificità delle analisi, mi sembra curioso osservare che per la prima volta un portatore di handicap è stato considerato avvantaggiato dalla sua sfortuna.

Citazioni

"Bisogna capire che scrivendo un romanzo nascono strani e invisibili amici e poi si devono uccidere, anche se sono stati vivi soltanto nella nostra immaginazione, e dopo averli uccisi si deve andare dal droghiere o parlare alla gente nei ricevimenti e simili"

D. F. Wallace

1)      Perché l’intellettuale misterioso fa fico con le ragazze.

2)      Perché era l’unico modo di liberarmi delle storie che mi ronzavano in testa.

3)      Perché ho letto Baricco e voglio dimostrare di scrivere meglio.

4)      Perché non so dipingere.

5)      Per vivere più esistenze contemporaneamente.

6)      Perché un combattimento tra astronavi spaziali se lo fai al cinema costa 1 milione di euro.

7)      Perché mi hanno detto che assomiglio fisicamente a Lucarelli.

8)       Per scrivere le dediche a mia moglie e a mia figlia.

9)      Per diventare ricco (scherzo!).

10)  Perché mi piace parlare di me.

11)  Per leggere i libri che avrei voluto qualcuno scrivesse al mio posto.

12)  Perché mi piace giocare al creatore (rigorosamente in minuscolo).

13)  Perché posso scrivere in ogni momento e in ogni luogo, basta che porti la testa.

Fatti miei

Oggi mio fratello è partito per l’America. Due anni (probabilmente qualcosa in più) ai National Institutes of Health di Bethesda.

Sembra ieri che, da bravo fratello maggiore, lo pestavo per prendergli i giochi o lo battevo sulla consolle Atari. E oggi mi parte, con moglie al seguito, per fare il ricercatore negli USA.

In questi casi non piango. Scrivo. E voglio scrivere che sono felice e orgoglioso di avere un fratellino così.

Good Luck, Brother.

And the winner is…

Annuncio con piacere che il vincitore del concorso "Trova la citazione" è erpiccio che ha individuato tre citazioni esatte, vincendo la prestigiosa maglietta "In memoria di me". 

Complimenti anche a Piergiorgio e all’utente anonimo # 1 che hanno scovato due citazioni esatte ciascuno.

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