Per imparare a scrivere occorre leggere. E’ il consiglio più scontato ma sicuramente il più vero.
Ma, vista la mole di libri che affolla gli scaffali delle librerie e delle biblioteche, cosa bisogna esattamente leggere? La domanda richiede una risposta complessa.
Prima di tutto bisognerebbe leggere i "classici". Uso il condizionale, perchè per farlo occorre scrollarsi di dosso l’effetto Promessi Sposi che implica la lettura del classico come un dovere. In realtà l’approccio deve essere quello di smontare quei libri e capire perchè a distanza di anni (addirittura di secoli) appassionano ancora. Recentemente mi è capitato di leggere l’Iliade e l’Odissea (nella versione in prosa) e mi sono sorpreso della potenza delle due narrazioni. Molti degli elementi che troviamo nei bestsellers (libri o film) moderni sono già lì.
Poi bisogna leggere i libri degli autori considerati maestri nel genere che frequentiamo (se siamo scrittori di genere). Se scriviamo fantasy è obbligatorio leggere Tolkien. Se siamo autori di fantascienza sono imprescindibili Asimov, Dick, Bradbury, Clarke. Per l’horror Poe, Lovecraft, King. Nel caso di thriller c’è solo l’imbarazzo della scelta.
C’è poi la lettura di quegli autori che sono più affini al nostro stile di scrittura (indipendentemente dal tipo di storia che vogliamo raccontare). Qui la scelta è molto soggettiva. Vi dico i miei: Calvino, Benni, Pennac, Baricco, McCarthy.
Non è finita mica. Metterei dentro anche gli Sperimentatori. Cioè tutti quegli scrittori che hanno spinto la narrazione al limite delle possibilità, inventando nuovi modi di scrivere che prima di loro non esistevano. Uno su tutti: Saramago (ma anche, ad esempio, Wallace). Da loro c’è sempre da imparare (o meglio da rimanere a bocca aperta e considerare tutto quello che si è scritto come assolutamente banale).
Infine si leggono i libri di saggistica necessari a documentarci su quanto vogliamo scrivere. Per esempio, per scrivere "In memoria di me" mi sono sorbito una decina di saggi sulle Crociate e i Cavalieri Templari, argomenti di cui ero profondamente digiuno.
Se avanza tempo, mi leggo anche qualche autore esordiente (preferibilmente italiano) per capire quali sono le tendenze delle nuove generazioni di scrittori.
Detto questo non mi resta che augurarvi buona lettura!