- Sto per fare una cazzata, ma lo farò lo stesso. Se non torno dì a mia madre che le voglio bene.
- Tua madre è morta, Llewelyn.
- Allora glielo dirò io.
C. McCarthy
mar 21
- Sto per fare una cazzata, ma lo farò lo stesso. Se non torno dì a mia madre che le voglio bene.
- Tua madre è morta, Llewelyn.
- Allora glielo dirò io.
C. McCarthy
mar 20
Una copia de "Lo Hobbit", datata 1937 e autografata da Tolkien, è stata battuta all’asta per 60.000 sterline (circa 76.000 euro).
Considerando che il mio libro è uscito nel 2007, nel 2078 (alla veneranda età di 106 anni) potrei diventare benestante.
mar 19
Oggi, dopo aver completato 90 orbite intorno al sole, ci ha lasciato Arthur C. Clarke. Tra le altre cose è stato l’autore del racconto "La sentinella" che fu l’ispirazione per "2001 Odissea nello spazio" di Kubrik.
mar 14
La sospensione dell’incredulità è un patto tra il lettore e lo scrittore che si attua all’avvio della narrazione. Il lettore si predispone a sospendere i suoi legami con la realtà per immergersi nella storia raccontata. Lo scrittore si impegna alla coerenza interna della sua narrazione.
Per mantenere il patto, lo scrittore deve dichiarare quali "regole" seguirà la storia e deve rispettarle per tutto il testo. Come diceva Asimov, anche se scrivo di fantascienza, non posso mettere i miei personaggi in una situazione disperata e poi, all’improvviso, far prendere al protagonista la pistola Sfrtz che distrugge con un sol colpo tutti i nemici. Non perchè non possa esistere tale arma, ma perchè dovrei spiegare come mai non la usano anche i cattivi, oppure come mai un’arma del genere non è destabilizzante per il mondo in cui la si usa, oppure in base a quale tecnologia è costruita.
Il lettore è disposto ad accettare qualsiasi "mondo" costruito dall’autore, a patto che le regole del gioco siano chiare e costanti per entrambi. Se scrivo un racconto di guerra realistico non posso alla fine far intervenire il deus ex machina a salvare l’eroe. Viceversa, se scrivo l’Iliade posso far intervenire le divinità a mio piacimento (anche qui, sia per i "buoni" che per i "cattivi").
Un esempio filmico che tende a scardinare (penso volutamente) il concetto di sospensione dell’incredulità è "Dal tramonto all’alba" di Rodriguez (con la collaborazione di Tarantino). Per buona metà si tratta di un eccellente thriller che racconta la fuga in Messico di tre rapinatori. A metà del film, i protagonisti arrivano in un locale infestato da vampiri e inizia la parte horror con sangue a palate. L’effetto sullo spettatore è spiazzante e quando l’ho visto ho avvertito dentro di me (in maniera negativa) la rottura del patto con il regista/sceneggiatore.
mar 5
Ieri, a 69 anni, si è spento Gary Gygax, il creatore di Dungeons & Dragons.
Praticamente l’inventore dei giochi di ruolo.
mar 3
Apri il giornale e vai alla pagina dei film. Non conosci i titoli e allora sbirci i diversi generi. Poliziesco, thriller, azione, sentimentale, guerra, avventura, commedia, ecc. Oppure entri in un negozio di musica e vaghi tra i reparti jazz, pop, rock, classica, etnica, ecc.
Da sempre si tende a catalogare il mondo per renderlo più accessibile.
Nella letteratura no. A parte la grossa divisione in narrativa e saggistica, esiste poi la categorizzazione in letteratura "di genere" (con le fin troppo abbondanti suddivisioni dai confini labili: thriller, giallo, noir, horror,ecc.) e in letteratura "mainstream".
Che significa "mainstream"? Quando l’ho chiesto agli addetti ai lavori mi hanno risposto: "tutto quello che non è genere". E siamo da capo. Non l’ho mai capito. E poi, "Il nome della rosa" è un romanzo storico (cioè di genere) o un mainstream? Forse non lo sapremo mai.
PS: non l’ho detto all’inizio, ma io, ovviamente, odio le etichette…